26/03/2012

Tiger in prigione: ottimo allievo di Draco!!

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L'attore inglese Jamie Waylett, che nella saga cinematografica di Harry Potter ha interpretato Vincent Tiger, scagnozzo del cattivissimo Draco Malfoy, , è stato condannato a due anni di prigione per aver partecipato ai disordini che hanno messo a ferro e fuoco Londra l'estate scorsa. Girava con una bomba molotov in mano e beveva champagne da una bottiglia mentre intorno a lui impazzava l’inferno nella terza notte di disordini. Secondo il suo legale, il giovane era presente (in un gruppo di almeno 8 persone) perchè "affascinato" da quanto stava accadendo nella capitale inglese. Ma la giuria davanti a cui è comparso lo ha ritenuto colpevole di “disordini e violenze”, sottolineando che il suo atteggiamento è diventato intimidatorio quando alcune persone con il volto coperto lo hanno riconosciuto e hanno cominciato a chiamarlo per nome. Il suo avvocato ha spiegato che il suo cliente ha accettato l'ordigno perchè temeva delle ritorsioni da parte di alcune persone che sapevano dove vive e sperava che accettandolo lo avrebbero lasciato in pace. A parziale conferma di ciò, Waylett ha gettato la bottiglia nell'immondizia non appena è stato in grado di farlo, e infatti il tribunale ha riconosciuto che non aveva intenzione di lanciarla. Per questo, in caso di buona condotta, potrà beneficiare di un’uscita anticipata nel giro di un anno.

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17/03/2012

E' il giorno di San Patrizio!!!

Happy

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St. Patrick's Day

 

In un regno di fate, elfi e folletti è festa nazionale....

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15/03/2012

Beviamo un cocktail di Frodo o Gandalf? No, è proibito!

Una lettera di diffida contro un pub del Regno Unito che si chiama "Lo hobbit" ha provocato un clamore di dimensioni immense nel sud dell'Inghilterra. Il locale, che serve cocktail con i nomi dei personaggi del Signore degli anelli quali Frodo e Gandalf, ha ricevuto una richiesta da parte della Saul Zaentz co., società che detiene i diritti per il film tratto dal libro di Tolkien, affinché vengano cambiati molti dei tratti distintivi del pub, altrimenti partiranno azioni legali per violazione del copyright e del marchio di fabbrica.
Stella Roberts, proprietaria dell'esercizio commerciale, ha dichiarato a un giornale locale di non avere le risorse per fronteggiare una multinazionale così "pesante", quindi se la minaccia non cesserà, sarà costretta ad apportare le modifiche imposte, che vanno dal nome del pub al sito web, gli interni, i nomi dei prodotti sul menù e altro ancora. Uno dei clienti abituali ha parlato di una situazione in tutto simile a "una battaglia di hobbit contro gli orchi".
L'indignazione generale ha portato anche alla nascita di una pagina su Facebook, con oltre 45 mila iscritti, che ha conquistato anche la solidarietà dell'attore Stephen Fry, che sta recitando proprio nel film diretto da Peter Jackson e che ha scritto su Twitter la seguente frase: "onestamente qualche volta mi vergogno dell'ambiente in cui sono coinvolto. Che inutile e autodistruttivo atto di bullismo".

22:13 Scritto da: qui_shannara in cinema e tv, Di tutto un po' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

24/02/2012

La mamma di Harry Potter ora si dedica agli adulti

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Jk Rowling, la mamma di Harry Potter, sta lavorando ad un nuovo romanzo. Come tanti altri fan del maghetto, anche il re Jerle ha drizzato le antenne alla notizia, che ha tutti i crismi dell’ufficialità. Ma ecco la doccia fredda per gli orfani di Hogwarts: la fatica della scrittrice britannica non sarà l’ottavo capitolo della saga da tutti così amata, bensì un libro dedicato ad un pubblico adulto. Lo ha rivelato lei stessa sul suo sito ufficiale, con una nota scritta a mano in cui si legge: “Il mio prossimo libro sarà molto diverso dalla serie dei romanzi di Harry Potter. La libertà di esplorare nuovi territori è un dono del successo di Harry, e con questo nuovo territorio mi è sembrato logico farmi accompagnare da un nuovo editore”. Infatti a mandare alle stampe il frutto della sua creatività non sarà più Bloomsbury, che ha seguito lo sviluppo del maghetto, ma una nuova casa editrice americana. Ulteriori dettagli saranno diffusi più avanti nel corso dell'anno, a cominciare dal titolo del romanzo, che per ora non è stato rivelato, come nulla è stato anticipato sulla trama. Questo in sede ufficiale, visto che oggi, con i social network, notizie e indiscrezioni (vere o false che siano) volano alla velocità della luce, che è meglio di quella dei neutrini, come stiamo scoprendo proprio in questi giorni. Ha dunque suscitato interesse quanto pubblicato su Twitter dal giallista Ian Rankin, di Edimburgo come Jk, che ha spiazzato tutti lanciando quella che potrebbe essere una provocazione (o no?): “Non sarebbe buffo se il primo romanzo per adulti della Rowling fosse un poliziesco ambientato a Edimburgo? Certo che sì”. I commenti al “tweet” si sono sprecati. Di certo il mondo letterario è in subbuglio, perché si prospetta una vera invasione di campo in un genere letterario i cui rappresentanti rischiano di dover fare i conti con un nome che ha già un suo seguito con cui farsi largo. Sul valore dell’opera, poi, il discorso è del tutto aperto e non è scontato che sia elevato, ma visto che Harry Potter ha trovato seguaci anche nel pubblico adulto (eccolo qua un esempio lampante: lo scrivente!!!), i presupposti per un best seller ci sono tutti.

13/02/2012

La verità in una vignetta

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 Verità sacrosanta!!! Mi ricordo che anche io, quando aprii questo blog, lo feci con grande entusiasmo e irruenza. Poi mi ritrovai davanti allo spazio vuoto del primo post da riempire e mi prese il panico!!! Eppure parole e tastiera sono parte integrante del mio lavoro.... E' come tuffarsi da una scogliera: non sai cosa ti aspetta, là sotto. Ma una volta spiccato il volo ed essere stato accolto dalle onde, nuotare è più facile rispetto a lanciarsi

12:15 Scritto da: qui_shannara in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

07/02/2012

Qui si tifa per Nina Zilli

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Prima che cominci il Festival di San Remo (che, visto il cachet di Celentano, credo che mi farà schifo e forse non guarderò in aperta protesta contro tale spreco) e prima di ascoltare le canzoni DICHIARO senza tema di smentite che qui nel Regno del re Jerle tiferemo in maniera smodata per Nina Zilli. Lo sottoscriviamo con sufficiente anticipo per non dare l'impressione di saltare sul treno in corsa...

13:02 Scritto da: qui_shannara in cinema e tv, musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: nina, zilli, san remo, festival | OKNOtizie |  Facebook

30/01/2012

Tornano i Monty Python!!

Dopo trent'anni dall'ultimo film Il senso della vita, i Monty Python tornano insieme sul set per girare una parodia del genere science-fiction. Absolutely anything, questo il titolo del film, riunirà John Cleese, Michael Palin e Terry Gilliam, e sarà diretto da Terry Jones. Eric Idle rimane ancora da convincere, ma se dovesse accettare, l'unico a mancare all'appello del gruppo britannico, precursore della comicità dell'assurdo, sarà Graham Chapman deceduto nel 1989. “Absolutely anything non è un film dei Monty Python - ha detto tuttavia Jones al magazine Variety - ma di certo avrà quel tipo di sensibilità”. Jones ha co-diretto il film del 1974 Monty Python e il Sacro Graal (capolavoro!!!!) con Terry Gilliam ed è stato il regista di Brian di Nazareth del 1979 e dell'ultima pellicola, Monty Python e il senso della vita, del 1983. La storia è quella di un gruppo di alieni, interpretati dai tre comici, che rapiscono un terrestre e gli concedono il potere di fare "assolutamente qualsiasi cosa". Fra i personaggi c'è anche un cane parlante, al quale darà voce l'attore Robin Williams. Le riprese inizieranno a breve in Gran Bretagna.

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10/01/2012

Il Nobel negato a Tolkien nel 1961

Non si finisce mai di stupirsi. Un quotidiano svedese, lo Sydsvenska Dagbladet, ha pubblicato alcuni documenti inediti, ormai declassificati dall'Accademia che assegna ogni anno il Premio Nobel, dai quali si apprende che nel 1961 l’importante riconoscimento per la letteratura fu negato a John Ronald Reuel Tolkien con la seguente motivazione: “Prosa di seconda categoria”. Non è un caso di omonimia, stiamo parlando esattamente dell’autore di pietre miliari come Il Signore degli anelli e Lo hobbit, riconosciuti capolavori e capisaldi del genere fantasy, con milioni e milioni di libri venduti (per non parlare delle trasposizioni cinematografiche, che hanno collezionato incassi da capogiro e prospettano di ripetere gli exploit a breve). Un giornalista ha avuto accesso alla Biblioteca Nobel di Stoccolma e ha visionato incartamenti non più classificati dell'anno 1961, visto che il segreto sui verbali cade dopo 50 anni. La candidatura di Tolkien fu segnalata dallo scrittore Cs Lewis, autore delle Cronache di Narnia, ma il giurato svedese Anders Osterling, figura eminente dell'Accademia e a lungo segretario permanente di quella istituzione, bocciò senza appello il “padre” di Bilbo, Frodo, Gollum, Gandalf e compagnia dell’anello, ritenendo che la scrittura dei suoi libri non fosse di alta qualità. Anzi, affermò senza mezze misure che lo stile del Signore degli anelli non era “in alcun modo all'altezza della narrazione della storia”. Un vero intelligentone, non c’è che dire!!!

13:00 Scritto da: qui_shannara in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

31/12/2011

Auguri e buoni propositi per il 2012

Lo so, sotto la verde luna da tempo non si registrano novità. E tante ne avrei avute da comunicare, ai viandanti che si avventurano nelle Lande del Regno e che ancora tornano (come raccontano le statistiche: grazie a tutti!!!!) malgrado non ci sia niente di diverso dall'ultima loro visita. Alcune cose stanno cambiando, il lavoro mi tiene lontano dal web e altri eventi, non troppo piacevoli e legati alla crisi che ci sta stritolando, mi impediscono di ritagliarmi spazio e stato d'animo per immergermi in queste pagine. Per adesso riapro i cancelli per un messaggio che arriva dal cuore

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E poi, visto che per il nuovo anno è sempre tempo di fare buoni propositi, il mio è che..... farò di tutto per trovare tempo e voglia di tornare. Perché qui, sotto le fronde di Re Jerle, si sta davvero bene!!!

BUON
ANNO
A
TUTTI!!!!

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11/10/2011

Giochi a golf? Occhio agli squali!!

Il golf non è uno sport che io ami particolarmente. Anzi, nel mio strano universo non lo reputo nemmeno uno sport, come a mio parere non lo sono nemmeno gli scacchi e il bridge, che pure sono reputati tali. Chi però lo ama, e magari sogna di poter assaporare anche qualche green straniero, dovrà però stare attento a come si muove se per caso si troverà a calpestare l’erba del Carbrook golf club di Brisbane, in Australia. In particolare, potrebbe rivelarsi pericoloso spedire troppe palline in acqua, visto che i laghetti dell’impianto sono abitati da squali toro, alcuni lunghi fino a 3 metri. Sono 6 o 7, arrivati qualche anno fa, quando il fiume circostante ruppe gli argini e gli animali si insediarono nelle riserve del campo. Da quel momento sono stati accolti e nutriti, fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento e ad essere conosciutissimi in tutta la regione. E’ stato perfino organizzato un torneo in loro onore, lo "Shark lake challenge". Non hanno mai dato problemi, ma gli affari sono letteralmente crollati per i ragazzi del posto, che erano abituati a tuffarsi nei laghetti per recuperare le palline perse, per raccogliere qualche dollaro. Ora non sarebbe molto sicuro proseguire in questa pratica, dunque addio ai guadagni extra

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06/10/2011

Ecco quello che Steve Jobs ha fatto per me

E’ morto Steve Jobs, un uomo che definire genio è perfino riduttivo. Ha fondato la Apple partendo da un garage, poi ha reso grande la Pixar (la casa produttrice di Toy Story, ma anche di Nemo, Cars e tutti i cartoni animati in 3D prodotti dalla Disney, non so se mi spiego…), ha creato l’Ipod, l’Iphone, l’Ipad e via discorrendo. Insomma, uno che, pur burbero, intrattabile e lunatico, ha letteralmente rivoluzionato il mondo e il suo modo di essere. Da stamani piovono messaggi di cordoglio da ogni dove, si rincorrono servizi in tv, Youtube è letteralmente preso d’assalto per il suo leggendario discorso all’Università di Stanford nel 2005. E’ inutile, quindi, che mi dilunghi su tutto ciò, sarei solo ripetitivo.
Voglio allora ripercorrere quella che è stata fino a ora la mia vita insieme alla Apple. Il mio primissimo computer, se si eccettua il Commodore 64 che era una sorta di macinino utile solo per sognare videogames, è stato un Macintosh Plus. Se solo lo ritrovassi, perso come è nel garage o in cantina, probabilmente mi farebbe sorridere perché sembrerebbe un utensile preistorico. Ma quando lo comprai, di seconda o forse terza mano da una copisteria che rinnovava l’intero parco macchine, mi sembrò di avere fatto chissà quale conquista. Aveva il lettore floppy esterno e per farlo partire bisognava inserire ogni volta il dischetto bianco del sistema, sennò potevi scordarti di accenderlo. Ci ho digitato parte della mia tesi e non chiedevo di meglio. Poi, come tutte le cose, è diventato troppo “vecchio” per reggere il ritmo di un lavoro da giornalista “free lance” alla ricerca di testate per cui scrivere, così feci il grande salto. E mi comprai un Macintosh PowerPc Performa che sembrava spaziale rispetto al “giocattolino” con cui mi ero misurato fino a quel momento. Approdai poi nella redazione dove lavoro ancora, e anche lì c’erano dei Performa: più potenti del mio, ma sempre computer della “Mela”. Con i primi soldi, visto che andavo spesso in trasferta, mi presi un portatile. Inutile dirlo: un Macintosh PowerBook G3 che sfrecciava come una saetta. Intanto, a casa, surfavo su internet con il mio PowerPc. E una sera di marzo, era il 1999, lasciai un messaggio su una bacheca virtuale del sito Freemail (che credo ora non esista neanche più). Ricevetti decine di risposte, intrecciai relazioni via mail e poi via telefono con 3 o 4 persone di sesso femminile, poi le cose si fecero decisamente interessanti con una di loro, che viveva a Torino. Inutile sottolinearlo: era mamma. Ci siamo sposati l’anno dopo, a maggio. Tutta la nostra corrispondenza elettronica è ancora dentro a quel computer. I tempi, però, sono cambiati. Il giornale ha rinnovato la dotazione di apparecchi e nel 2001 è passato al sistema Windows, cosicché piano piano il Macintosh mi ha tagliato fuori dall’universo lavoro. A casa ho mandato in pensione il Performa abbastanza presto e sono passato “al nemico”, ma il portatile l’ho difeso con i denti per qualche altro anno, ha vissuto con me la vittoria della Coppa Saporta a Lione da parte della Montepaschi Siena nel 2002 e anche le Final 4 di Euroleague a Barcellona nel 2003. Poi la batteria ha smesso di funzionare, trovare attacchi per collegarmi a internet nei vari palasport diventava sempre più complicato, l’uso del floppy è diventato antico e il G3 non aveva porte usb per le pennine…. Insomma, mi sono dovuto arrendere. Con tristezza e una lacrimuccia, nel 2004 l’ho sostituito con un portatile con sistema Windows, un Acer.
Da qualche mese, però, Apple è nuovamente con me. L’uscita dell’Ipad 2 mi ha aperto la possibilità di comprare, usato, un Ipad 1 da uno smanettone che non voleva restare indietro con i tempi. Non ha collegamento con la scheda telefonica, va nella rete solo tramite Wi-Fi, quindi posso navigare solo da casa. Tanti mi dicono che ho fatto una bella scemata, che è un cassone ingombrante e inutile, visto che se esco dalle mura domestiche non mi serve a tenere i contatti con il mondo. Io non la penso così e ci sono legatissimo. Ho decine di applicazioni che uso a prescindere da internet, ci leggo i documenti Word e pdf, ci gioco con i miei figli, ascolto musica, guardo filmati. Non è un problema se non ricevo la posta o non cinguetto su Facebook. Ho ancora con me un prodotto della “Mela”, e per quanto arretrato, è sempre un bel vedere e un bell’usare. Per questo saluto con affetto e ringrazio il grande, geniale, burbero padre di tutto ciò. Steve Jobs, volenti o nolenti, ha cambiato le nostre vite. Almeno, alla mia ha dato un valore in più.

30/09/2011

Anche Milo Manara ricorda Bonelli

E’ stata appena inaugurata, qui a Siena, la prima mostra antologica di Milo Manara, intitolata “Le stanze del desiderio”. In occasione della conferenza di apertura dell’evento, l’autore ha voluto dedicare '”un pensiero speciale”' a Sergio Bonelli, scomparso nei giorni scorsi. ''Era un uomo davvero formidabile – ha detto l’artista, - un autentico viaggiatore amante dell’avventura, non un turista, come si può capire dai suoi fumetti. Era un editore come è difficile trovarne, capace di circondarsi dei più bravi autori, cito Tiziano Sclavi ma era solo uno. Ha saputo davvero individuare i talenti e sapeva come utilizzarli al punto da difendere certi progetti che non avevano riscontro economico immediato, ma in cui lui credeva“.

17:17 Scritto da: qui_shannara in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

26/09/2011

Ciao Sergio

Io e il mio universo siamo in lutto. E’ morto oggi Sergio Bonelli, l'uomo che ha reso popolare il fumetto italiano d'avventura, con il quale sono cresciuto e tutt'ora convivo. La mia infanzia è stata accompagnata da Zagor e Mister No, al ginnasio ho incontrato Martin Mystere, poi la grande folgorazione di Dylan Dog. A seguire mi sono tuffato nello spazio di Nathan Never (che ho abbandonato da qualche mese dopo decenni di fedeltà perché ormai le sue storie hanno preso una piega che non mi appartiene più), ho trepidato con Julia, ho seguito il percorso di Brandon e Napoleone prima di staccarmi da loro per vari motivi. Ho acquistato il numero 1 di Dampyr un mese prima di sposarmi e penso che non lo lascerò mai più. Insomma, le creazioni della sua casa editrice fanno parte del mio vissuto passato, presente e futuro. E' stato Bonelli a trasformare Tex, che era stato creato dal padre Gian Luigi, in un vero e proprio fenomeno di cultura pop, sicuramente il più celebre dei personaggi del made in Italy fumettaro, anche se io ne ho letti alcuni numeri sparsi ma non sono mai stato un adepto del ranger. Nato a Milano il 2 dicembre 1932, da una famiglia di cui hanno sempre fatto parte i fumetti - la madre, Tea, prese in mano le redini della casa editrice Audace nel dopoguerra - Bonelli era editore e sceneggiatore, dunque non disegnava, ma aveva una fantasia alla Sergio Leone, che, prima di girarli, immaginava i suoi film fotogramma per fotogramma. Un personaggio fuori dal comune, nemico della tecnologia, affezionato al bianco e nero, innamorato del Brasile e dell'Amazzonia dove amava compiere viaggi avventurosi che nutrivano la sua passione per la magia e per le usanze dei popoli di quelle terre lontane e che ispirarono Mister No, una sorta di suo alter ego la cui pubblicazione, nel 1975, segna il suo passaggio alla guida della casa editrice. La sua prima creatura originale è Zagor, firmato nel 1961 con lo pseudonimo di Guido Nolitta, una sorta di difensore dei più deboli del West, amico degli Indiani che pure gli avevano ucciso il padre, a sua volta spietato massacratore dei nativi d'America. Insieme a Tex è, ancora oggi, una delle star delle casa editrice di famiglia. L'altra grande intuizione di Sergio Bonelli è stata quella di aprire le porte dei suoi albi a personaggi in linea con la fantascienza contemporanea: il primo caso è Martin Mystere, “il detective dell'impossibile” cui seguirà Natan Never, un'invenzione che si muove in un prossimo futuro alla Blade Runner. C’è poi il caso Dylan Dog, creazione di Tiziano Sclavi, un clamoroso successo editoriale e non solo, non per caso approdato anche al cinema. Tra le sue creature anche, Julia la criminologa che somiglia ad Audrey Hepburn. Sergio Bonelli ha dato un contributo unico alla diffusione del fumetto italiano, mantenendo un approccio al suo lavoro che era una combinazione felice tra artigianato, creatività e genialità imprenditoriale che poggiava su una quasi infallibile capacità di nutrire la fantasia del pubblico. Lo stesso Bonelli si raccontava così: “Io non sono mai stato bravo a disegnare e mi sono improvvisato editore però ero già un lettore accanito e appassionato. Ero già in grado di distinguere tra un disegno e l'altro. Sapevo a memoria tutti i fumetti che uscivano nelle edicole. Mi sono lasciato prendere dalla passione per i fumetti. Quando vedevo in giro sceneggiatori e disegnatori bravi non sapevo resistere alla voglia di collaborare con questi talenti e allora mi prendevo la briga di mettere in cantiere una pubblicazione nuova”. Unico suo rammarico, non avere il coraggio di Tex, come egli stesso confessò quando nel 1995 venne processato per avere pagato 300 milioni ad un ufficiale della Guardia di finanza di Milano per evitare una verifica fiscale alla sua casa editrice.

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05/09/2011

Vacanze da battaglia

Eccomi qua, di ritorno dalle ferie. E’ stato davvero un periodo di fuoco, del quale preferisco non parlare, a differenza degli altri anni. E’ letteralmente scoppiata la guerra degli elfetti, che per due settimane si sono picchiati, fatti i dispetti, hanno distrutto i reciproci castelli di sabbia e via dicendo. Io e mamma siamo tornati a pezzi, relax zero. Tanti ci hanno detto che è normale, ma una cosa del genere era fuori da qualsiasi previsione. Per questo faccio calare un pietoso velo sulle vacanze/non vacanze e andiamo avanti….

09:05 Scritto da: qui_shannara in La mia vita | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

18/08/2011

Ciao, ci rivediamo a settembre!!!


 




 

 

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15/08/2011

Progetto Terry Brooks: un disastro annunciato

A questo punto, arrivati ai giorni rutilanti del Palio, posso considerare chiuso il “Progetto Terry Brooks”. Ed è stato, come da prevedibili aspettative, un disastro. Il mio giudizio sull’uomo (non sull’autore) precipita ulteriormente. A fronte ci mesi di notizie raccolte ovunque, che davano ampie garanzie sulla sua disponibilità verso il pubblico, la stampa e il suo popolo di adepti, ho cominciato a contattarlo ad aprile per ottenere un’intervista (che ovviamente sarebbe stata pubblicata, ci mancherebbe altro….) sul suo rapporto con l’Italia e sul Palio, ricco di simboli a lui sicuramente cari. Basta leggere i nomi delle Contrade per capire: il Leocorno non è altro che un unicorno, poi ci sono il Drago, la Selva, l’Aquila bipenne e via dicendo. All’inizio risposte entusiaste e sicurezza di ricevere il tutto entro metà giugno. Slittamento dopo slittamento, siamo arrivati a luglio e non avendo più notizie, ho chiesto a che punto eravamo. Mi è stato risposto che il “divino” era troppo impegnato (in 3 mesi non è riuscito a rispondere a 5 o 6 domande anche piuttosto semplici….), ma niente paura: entro fine mese avrei avuto tutto, al massimo si poteva sconfinare nei primi giorni di agosto. In tempo per il Palio del 16 agosto, insomma. Oggi è il 15, domani si corre. L’articolo non esce, non mi è stato inviato un bel niente. Mi tornano alla memoria le ricostruzioni che avevo ottenuto nel dopo-Lucca e che alla lunga, anche per mail minacciose e offensive ricevute, non ho mai pubblicato su questo blog. E’ tutto in linea, ma non posso dire che non me lo aspettavo. Terry Brooks, grande scrittore, ma come uomo…. Lasciamo perdere. Rinnovo l’invito a non comprare i suoi libri. Le biblioteche sono spazi meravigliosi per continuare a sognare con il suo genio senza ingrassare il suo strabordante conto in banca, secondo forse solo al suo Ego.

12:26 Scritto da: qui_shannara in Tutto Shannara | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

09/08/2011

All'arrembaggio!!!

Chi da piccolo non ha coltivato sogni a base di pirati, assalti all’arma bianca, uncini e bende sugli occhi? Ebbene, chi si sente ancora un po’ filibustiere senza dubbio gioirà per la notizia che è stata ritrovata la "Satisfaction". Se qualcuno obietta che si tratta di una canzone dei Rolling Stones, non posso che ammettere che ha ragione. Prima ancora, però, fu il nome della nave ammiraglia del pirata Morgan, terrore dei mari del 17° secolo. Gli archeologi marini della Texas State University ritengono di averla localizzata al largo delle coste di Panama, dove affondò nel 1671. Come riporta il quotidiano britannico The Daily Telegraph, il relitto contiene numerose casse e forzieri, e sembra corrispondere per età e forma a una delle cinque navi che Morgan perse nella zona dopo aver assalito e saccheggiato la colonia spagnola di Panama (azione per la quale non è chiaro se avesse ricevuto il via libera da Londra). Ogni eventuale reperto rimarrà di proprietà del governo locale. Gallese di nascita, Henry Morgan si diede con entusiasmo pari al successo alla pirateria. Dopo la firma del trattato di pace con la Spagna, il corsaro venne arrestato e condotto a Londra, una evidente misura diplomatica perché dopo appena un anno era non solo di nuovo in libertà, ma vicegovernatore della Jamaica. Dopo aver ricevuto l'incarico di reprimere la pirateria, diventata ormai più di ingombro che di utilità per la Corona britannica, Morgan iniziò a catturare molti ex compagni di avventure, guadagnandosi la nomina a governatore nel 1680, incarico che ricoprì per tre anni prima di essere allontanato dalla carriera politica. Morì per cirrosi epatica nel 1688 e il cimitero dove venne sepolto, colpito da un uragano, si trova attualmente sotto il livello del mare. Non poteva che finire così….

11:54 Scritto da: qui_shannara in Di tutto un po' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

22/07/2011

Potter dovrà avere paura di Horrid??!!

Sarà mica arrivata l’ora, per i botteghini, di dimenticarsi di Harry Potter? Mai sia detto, ma dal Regno Unito sta per sbarcare sugli schermi una pellicola potenzialmente per soli bambini, ma a quanto pare (dicono i soliti ben informati… ma non si sa informati da chi!!!), dotata di un fascino che potrebbe incantare anche il pubblico di tutte le età. Si tratta di Horrid Henry: the movie, un film in 3D basato sui libri della serie Horrid Henry, che in Gran Bretagna vengono pubblicati dal 1994 e che hanno venduto oltre 16 milioni di copie nelle Lande di Albione. Come Harry Potter è stato creato da una donna, Jk Rowling, così il nuovo ragazzino su cui puntare scaturisce da una mente femminile, quella di Francesca Simon. Nel film in arrivo Henry non riesce a finire i compiti e scatena una serie di eventi che lo vedono allearsi con la vicina di casa Moody Margaret e il fratellino di lei, Perfect Peter. Il trio darà la caccia al perfido preside. Henry è interpretato dal tredicenne Theo Stevenson, un tipetto che qualche cosa ha già fatto tra il 2007 e il 2010, ma che naturalmente sogna il lancio planetario con questa interpretazione, nella speranza di ripercorrere la strada lastricata d’oro già calpestata da Daniel Radcliffe (il Potter cinematografico). Il grosso calibro su cui puntano i produttori, però, è la maestra Boudicca Battle-Axe, che è interpretata da Anjelica Houston. Horrid Henry: the movie sarà nelle sale britanniche dal 29 luglio. Ancora niente ci è dato sapere sulla data di arrivo in Italia.

13:56 Scritto da: qui_shannara in cinema e tv, Harry Potter | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

15/07/2011

Volere Cars 2 nel primo giorno di Potter è pura follia.... ma noi ci siamo riusciti!!

Cercare di andare al cinema nel primo giorno di programmazione di Harry Potter è una sorta di delirio!! Visto che, dopo la visione del Prigioniero di Azkaban, l’elfetto grande rimase turbato dai dissennatori, io e mamma abbiamo deciso di interrompere la saga per entrambi i figli fino a quando anche il piccolo non avrà l’età per non passare notti insonni per paura di vedersi entrare Mangiamorte in camera, se non addirittura Voldemort in persona. Io e la signora abbiamo proseguito per conto nostro, ma se si esce con le creature per vivere la magia del grande schermo, non è per assistere alle evoluzioni del maghetto e della sua combriccola. Il problema è che la discendenza che faticosamente ci siamo creati e continuiamo ad allevare voleva assolutamente un incontro con Cars 2. Mercoledì, unico giorno che avevo libero dal lavoro, abbiamo così deciso di organizzare la spedizione. E qui è arrivata la prima sorpresa: a Siena ci sono a malapena 3 cinema attivi, e quello che fino a lunedì trasmetteva il rombo di Saetta aveva mandato il bolide in cantina e…. lo aveva sostituito con Harry Potter e i doni della morte – Parte 2!!!!! Un rapido studio della situazione nei paesi dell’immediata provincia ci ha confermato che la stessa cosa era avvenuta ovunque…. fatta eccezione per un multisala a circa 50 km di distanza!!!! Visto e preso: siamo partiti.
Arrivati a destinazione…. fila lunghissima!!! In una delle sale davano Harry Potter in 3D, in un’altra lo davano in 2D, ed essendo il primo giorno, nessuno voleva perdere l’appuntamento con la storia. Però le casse aperte erano soltanto 2, e chi aveva fatto la prenotazione via internet aveva la precedenza. Insomma, anche se il nostro film cominciava prima di quello del maghetto (ma tipo una mezz’ora prima…), nessuno aveva intenzione di mollare un singolo centimetro per permetterci di passare e avere i biglietti per non perdere l’inizio. Sono andato a far presente l’incongruenza a una delle cassiere, e lei mi ha risposto: “Non ne voglio sapere niente, anzi, se fa reclamo sul sito mi fa anche un piacere”. Una signora davanti a me, dopo aver squadrato i bambini, mi ha detto: “Non li porterà mica a vedere Harry Potter??? Sono troppo piccoli, visto come era la prima parte io lo vieterei ai minori di 14 anni”, ma poi l’ho rassicurata, e quando ha saputo dove eravamo diretti, ci ha perfino fatto passare avanti e ha convinto un altro paio di suoi amici a fare altrettanto, permettendoci di risalire un pezzo di coda. Morale: tra gomitate, spintoni e ondeggiamenti, abbiamo ottenuto i preziosi tagliandi (scoprendo che per Cars 2 c’era una promozione e quindi gli ingressi costavano meno del previsto!!!) e siamo entrati in sala con i trailer già iniziati, ma per fortuna il film ancora non c’era. Al massimo saremo stati in 10, con una marea di poltrone vuote mentre fuori infuriava l’inferno!!!!!! I bimbi si sono divertiti, malgrado i malumori vissuti in fila, e io e mamma aspetteremo che l’ondata di febbre alta sia passata prima di tuffarci nell’ultimo capitolo di Hogwarts. Anche se resistere alla tentazione, con tutti i commenti entusiasti che girano su Facebook e sul web, non è facile…

13/07/2011

Su Harry Potter soffiano venti di teologia e sociologia.....

A raccontarlo non ci si crede, ma dopo gli scienziati (di cui ho parlato qui), anche gli studiosi delle religioni guardano verso il maghetto più famoso del mondo. Il vangelo secondo Harry Potter è un’opera appena uscita in libreria (autore Peter Ciaccio) e non è un’ulteriore parte del Nuovo Testamento ritrovata dietro una pila di polverosi libri nella biblioteca di un antico monastero, bensì un'analisi teologica, ma anche psicologica, esistenziale, politica e sociale delle tematiche spirituali, nei molteplici sensi del termine, che affiorano nella saga fantasy della Rowling. Benché diversi credenti, e non solo, considerino il ciclo di Harry un veicolo di modelli negativi, se non addirittura satanici, molti altri vi trovano invece, tra le altre, significative tracce della cultura ebraico-cristiana. Peter Ciaccio propone così una lettura che mette in luce i parallelismi tra il mondo della teologia, quello della fantasia e quello reale, evidenziando molte questioni chiave della vita umana e della fede cristiana nonché numerose analogie, una delle più straordinarie delle quali è quella tra Dolores Umbridge, diligente funzionaria del Ministero della Magia, e Adolf Eichmann, organizzatore della 'soluzione finale' nella Germania nazista. In pratica colui che organizzò il traffico ferroviario che trasportava gli ebrei ai vari campi di concentramento. Criminale di guerra, sfuggito al processo di Norimberga, si rifugiò in Argentina, ma venne poi catturato, processato e condannato a morte in Israele. Molto calzante con l’odiosa Dolores…

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12/07/2011

La Rowling è già pronta per il dopo-Harry!

Per JK Rowling, la creatrice dell'universo di Harry Potter, la fine delle vicende del suo maghetto è solo un nuovo inizio. Adesso che l'episodio cinematografico finale della saga sta per invadere gli schermi di tutto il mondo, la scrittrice ha affermato di essere al lavoro su un nuovo progetto. “Sto scrivendo, e ho fatto già parecchio da quando ho finito Harry Potter, - ha detto. - Ho sempre pensato che non avrei voluto pubblicare nulla di nuovo sino all'uscita dell'ultimo film perché Harry è stata una cosa molto grande nella mia vita. Ma da quando ho terminato il libro conclusivo, ho un bel po' di materiale e a questo punto credo che sia solamente una questione di vedere cosa uscirà per primo. Pubblicherò nuovamente. In un certo senso per me è sì una fine, ma anche un nuovo inizio“.
Precedentemente l'autrice aveva affermato di essere al lavoro su una fiaba per bambini. Alla prima londinese di Harry Potter e i doni della morte - Parte II, inoltre, aveva detto: "Mai dire mai. Harry Potter è una mia creatura, e se voglio fargli fare altre cose, lo farò”. Ci ha già ripensato?

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11/07/2011

Potter letteratura per bambini? Ma mi faccia il piacere!!!

Se qualcuno continuerà a etichettare la saga di Harry Potter come letteratura per bambini, accusando indirettamente di immaturità noi che ne abbiamo divorato ogni libro e ogni pagina, da ora in poi saremo autorizzati a definire folli i nostri “accusatori”. Le vicende del maghetto, infatti, hanno ispirato ampiamente il lavoro degli scienziati, da anni impegnati su ricerche per creare il mantello dell'invisibilità o per scoprire il segreto per respirare sott'acqua (visto che non esiste in natura l’algabranchia). L’ultimo tassello è rappresentato dalle bacchette per controllare la luce descritte negli ultimi numeri di riviste del settore come Nature nanotechnology e Nature photonics. Facciamo allora un rapido viaggio in questo universo.
Mantello dell'invisibilità: quello dell'invisibilità sembra essere ultimamente l'argomento preferito dei fisici di tutto il mondo. Il ”mantello” piu' potente ed efficace finora è stato messo a punto dall'Istituto per la scienza e la tecnologia della Corea del Sud, usando cristalli di calcite che ingannano l'occhio umano permettendo di nascondere oggetti molto piccoli. Anche l'Italia fa la sua parte: Mario Rocca dell'Università di Genova ha dimostrato, insieme a un team internazionale di scienziati, l'esistenza di un nuovo tipo di eccitazione elettronica (dal nome “plasmone acustico”) che permette di realizzare materiali con proprietà ottiche che non esistono in natura.
La scopa volante: il mezzo di trasporto individuale più diffuso tra gli studenti di Hogwarts potrebbe essere ottenuto grazie alle vibrazioni, secondo un gruppo di fisici di Harvard che hanno dimostrato che, usando l'opportuna frequenza, è possibile far sollevare un oggetto da terra e indirizzarne il volo.
L'armadio svanitore: fino a questo momento gli scienziati sono riusciti a teletrasportare solo fotoni, mentre secondo il fisico italiano Fernando De Felice qualcosa del genere esiste già nello spazio. Secondo il modello da lui presentato si può essere trasportati nel tempo e nello spazio sfruttando le cosiddette “singolarità nude”, i punti interni ai buchi neri dove i fotoni si muovono in senso inverso rispetto al tempo.
La mappa del malandrino: la mappa che permette di vedere gli spostamenti di tutti i personaggi all'interno del castello è stata realizzata in un certo senso dai laboratori del Massachusetts institute of technology di Boston. Una sua versione è stata mostrata durante un'edizione della notte bianca di Roma: utilizzando i dati di cellulari e segnalatori Gps sono stati tracciati gli spostamenti di alcuni personaggi famosi, visibili su uno schermo simile alla mappa.
La pietra filosofale: Per ora ancora non si parla di oro, ma Matteo Rini, un ricercatore italiano che lavora a Berkeley, è riuscito con un laser a trasformare il metallo in vetro.
L'algabranchia: per poter respirare sott'acqua i maghetti usano un'alga, che forse contiene grandi quantità di globine. Come hanno dimostrato i ricercatori dell'Università della California, sono infatti queste proteine che aiutano i cetacei a resistere senza respirare.
Le gelatine tuttigusti: ormai si è in grado di riprodurre artificialmente quasi tutti gli aromi della natura. Uno degli ultimi ad essere scoperto è stato quello del caffè: alcuni scienziati tedeschi hanno scoperto che dipende da più di 30 diversi composti.

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27/06/2011

Progetto Terry Brooks: ed ecco il primo slittamento!!!

Rapido aggiornamento della situazione “Terry Brooks”. Dopo essermi mosso con netto anticipo (2 mesi di preavviso) facendo ben capire che il 29 giugno era una data dalla quale era difficile prescindere, siamo a ridosso della scadenza e, davanti alla mia ennesima richiesta, oggi mi è arrivata una mail e mi sono sentito rispondere che non c’è tempo. Se ne riparla ad agosto: il 13 è la nuova barriera spartiacque. Il  tirapiedi ha detto che per allora anche lui potrà starci maggiormente dietro e cercare di fare il possibile. Però, come avrebbero detto ai tempi della scuola…. “Stiamo andando male, giovanotto!!!”

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20/06/2011

Siena porta a casa un altro scudetto, Cantù eterna seconda

Salto un attimo tra le fresche frasche del Regno di Re Jerle per appendere una bandiera biancoverde al possente tronco della quercia secolare che sta al centro del mondo della verdeluna e alla cui ombra solo i giusti e gli amici possono sostare. Lo faccio perché ieri la Mens Sana Montepaschi Siena ha vinto il quinto scudetto consecutivo di basket, il sesto della sua storia. Lo ha fatto piegando la resistenza della Bennet Cantù, avversaria degna dei campioni, nella finale più giusta. Peccato solo che le orde nemiche fossero guidate in panchina da un troll che ha provato di tutto per opporsi a una sentenza già scritta da mesi e mesi di campionato: ha protestato contro gli arbitri, ha piagnucolato che i suoi ragazzi a Siena venivano picchiati, salvo esultare quando gli stessi "martoriati" si sono comportati come fabbri ferrai appena la serie si è spostata in Brianza e dagli spalti è piovuto in campo di tutto (accendini, bottigliette piene, pile che hanno sfiorato personaggi di spicco dell'economia nazionale....). A quel punto, avendo strappato una vittoria, si è messo a straparlare di Crociata contro i prepotenti e ha vaneggiato di avere al suo fianco l'intero movimento della pallacanestro italiana, stufa di veder vincere sempre i soliti senesi. Risultato: ha preso 2 pedate nel sedere e si è messo al collo la medaglia d'argento, mentre la Coppa la sollevavano.... sempre i soliti!!!!!! I soliti che a Torino, a febbraio, avevano vinto anche la Coppa Italia. Sempre in finale con Cantù, che dunque si laurea eterna seconda. E' andata così......

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14/06/2011

Terry Pratchett e la morte in diretta

Non si può dire che Terry Pratchett sia uno che lascia perdere le cause che gli stanno a cuore. Lo scrittore dalla cui splendida fantasia è nato l’universo del Mondo Disco (o Discworld che dir si voglia) ha più volte detto di essere a favore dell’eutanasia e, per ribadire tale convinzione, ci ha messo la faccia in “Choosing to die”, ovvero “Scegliere di morire”, un controverso documentario, andato in onda nei giorni scorsi sulla Bbc, dedicato a un 71enne britannico, Peter Smedley, affetto da una malattia neuromotoria degenerativa, che ha deciso di andare in Svizzera per ricorrere al suicidio assistito. A raccontare la storia di quest'uomo, seguito personalmente nel suo tragitto verso la morte, è stato proprio Pratchett, che è malato di Alzheimer ed è un convinto sostenitore del diritto di un malato di scegliere in assoluta libertà il momento per mettere fine ai propri giorni. “Credo che debba essere possibile per qualunque persona colpita da una malattia inesorabile scegliere di morire in pace e con l'aiuto medico, piuttosto che soffrire - ha affermato dagli schermi della tv inglese, affermando che l'esperienza di assistere in prima persona al suicidio di Smedley non ha intaccato le sue convinzioni. Alla sacralità della vita contrappone la "dignità”, la cui assenza è di per sé sufficiente per scegliere di andarsene. Lo scrittore punta il dito contro il governo britannico, che "oppone un muro di gomma" sulla questione del suicidio assistito. Nella scena del trapasso di Smedley, la telecamera ha insistito molto sul volto di Pratchett, che ha cercato di rimanere impassibile, ma l'obiettivo ha colto una crescente emozione. Anche la moglie di Smedley, Christine, ha trattenuto le lacrime fino a dopo la morte del marito che, seduto su una poltrona, ha ringraziato educatamente tutte le persone presenti e ha stretto la mano di Terry. Poi ha bevuto dal bicchiere la miscela fatale e si è addormentato.

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21/05/2011

Varato il Progetto Terry Brooks: è partita la mail!

Ore 14.05: ho appena inviato la mail che mette definitivamente in moto quello che ora voglio definire "il progetto Terry Brooks", di cui ho parlato qui. Adesso la palla passa a chi di dovere, vedremo come andrà a finire. Nel frattwmpo, utilizzo queste verdi pagine come blocco degli appunti, per annotare date e orari, tante volte mi tornassero utili.... Ho tanta voglia di arrivare a una felice conclusione: per soddisfazione professionale personale, ma anche perché mi piacerebbe se il vecchio Terry recuperasse punti nella mia considerazione. Difficile dimenticare Lucca, forse lo avrei già fatto se non avessi coinvolto in quel naufragio i mei elfetti, ma se ci sono spiragli per fare qualcosa... ben vengano. Alla prossima, creature fatate e viandanti occasionali!!

14:08 Scritto da: qui_shannara in Tutto Shannara | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

18/05/2011

"Per carità, adotta questo gatto che ne ha bisogno. Anzi, quasi quasi non te lo do..."

Oggi voglio raccontare una cosa che mi è successa. Mi hanno regalato due gatti Maine coon, li cercavo da tempo immemorabile e aspettavo l’occasione. Ecco, ora è arrivata. Ma quanto ho dovuto aspettare…. Per questo adesso narrerò la mia vicenda, un po’ come denuncia, un po’ per spiegare come vanno certe cose.

La nostra casa ospita già 5 maschi di varie età, via via la colonia si arricchisce o si impoverisce di nuovi baffi e unghie, ma è sempre mediamente affollata. Non abbiamo assoluta urgenza di nuovi innesti, quindi, ma come accennavo, un gatto di quel genere era nei desideri miei e di mamma da qualche anno. Non avendo né voglia né disponibilità per comprare un cucciolo, ci siamo messi a spargere la voce negli allevamenti, dove ci hanno confermato che qualche volta nascono mici che non possono essere messi sul mercato (perché magari sono nati con la coda storta o con altre imperfezioni, oppure perché “è sfuggita una cucciolata”, ovvero un maschio malandrino e non di razza è entrato in qualche modo, ha fatto bunga bunga con una femmina e il risultato sono dei figli spesso identici ai Maine coon, ma comunque non puri e non vendibili a chi vuole un soggetto con pedigree) ma che noi avremmo preso molto volentieri, magari anche pagando una cifra inferiore a quella di un “puro e perfetto”. Soprattutto, però, ci siamo tuffati su internet, dove prolificano i siti o le persone che cercano adozioni per felini in difficoltà. Essendo vicini al tutto esaurito, abbiamo sempre dato un’occhiata alla ricerca solo di Maine coon o simil Maine coon, meglio se femmina. Non ce ne sono tanti, ma qualcuno ogni tanto capita. La prima, una gattona di Roma maltrattata dagli inquilini di un condominio nel cui cortile aveva trovato rifugio, sembrava un caso disperato e la sua adozione una questione di vita o di morte. La foto confermava che era molto spelacchiata e visibilmente sofferente, così ho preso il numero e ho chiamato la signora che aveva lanciato l’allarme. E qui sono cambiate le carte in tavola. Per prima cosa, la donna mi ha detto “Ah, la Maine coon. No, quella non è così urgente. Ho altri casi peggiori, magari le do uno di quelli, va bene?”. Alla mia obiezione che di gatti ne ho in ogni angolo e che se avevo chiamato era proprio per quella micia e non per altri (un gattile ce l’ho anche a poca distanza da dove vivo, che bisogno avrei di cercare a Roma???), la voce si è irrigidita: “Ma lei non è di Roma, vero?”, e io: “No, ma vengo a prenderla di persona, se concordiamo il giorno”. E quella: “Mah.. sì… magari vediamo…. Semmai la richiamo”. Non l’ho più sentita. Ma come, non era una bestiolina quasi in pericolo di vita? La mia amica Fede D’Ascani sa di questa vicenda perché le ho chiesto di chiamarla anche lei, per vedere se, sentendo un accento laziale, la risposta cambiava oppure no. Poi la demonietta di Ostia non ha avuto tempo di alzare la cornetta e piano piano lo scandalo si è placato da solo. Ma per oltre un anno, ho continuato a monitorare l’annuncio, sempre drammatico e allarmante. Poi, qualche mese fa, ho visto che la micia è stata adottata e sono stato felice per lei. Nel frattempo, ho continuato la mia ricerca, ma a fronte di appelli disperati di gatti che se non venivano adottati chissà che fine facevano, trovavo sempre più o meno questi concetti: “se volete questa meraviglia dovete vivere a non più di 100 metri da questa casa, non dovete avere un giardino, non dovete vivere più in alto del secondo piano, non dovete avere bambini, non dovete avere cani, non dovete avere altri gatti, dovete permettere che noi veniamo a vedere l’ambiente in cui abitate prima dell’affidamento, dovete firmare un modulo, dovete firmare un’autorizzazione a farci venire in qualsiasi momento, senza preavviso, per controllare che tutto vada bene” e via discorrendo. Alla faccia dell’urgenza di garantire una salvezza al micio!!!!!! Tutta una serie di ordini, paletti, regole che non si trovano nemmeno in prigione! Del resto si sa: un gatto di Torino ha sempre bisogno di vedere la Mole Antonelliana, uno di Milano la Madunina. E che fai, a un veneziano puoi negare il Canal Grande? O a un romano il Colosseo???? No: inutile pensare che magari nella campagna trevigiana starebbero benissimo o che su una vetta della Sila sarebbero adorati come divinità: quello che conta è che restino in zona, che la casa sia in un certo modo, che i nuovi padroni siano biondi e non castani. Che tristezza……

In questa selva di proibizioni, su Facebook ho trovato tre pelosoni delle Marche che (tanto per cambiare) correvano rischi inenarrabili: due maschi e una femmina. Nessuna preclusione per i potenziali “genitori adottivi”. Ho chiamato anche questa volta, di nuovo una signora, diverso accento ma stessa voglia di dare via le creature. “Eh, sa, ma lei non è di qui”, ha cominciato. Bella frase razzista!!! Poi ha proseguito: “Comunque il numero ce l’ho… ma sa, sono molto richiesti quei gatti…. Semmai quale vorrebbe?” e io: “La femmina, se possibile”, e lei: “Per l’appunto è la più richiesta”. Io ho rilanciato: “Va bene anche uno qualsiasi dei 2 maschi. E magari facciamo metà strada per uno, vi vengo incontro e ci incontriamo a Bologna”. Con il consueto “Mi faccio viva io” si è chiuso anche questo tentativo. Nessuna notizia è più arrivata. Ed eccoci a un ulteriore capitolo. Qualche mese fa, ancora su Facebook, mi imbatto in una creatura meravigliosa, anche lei visibilmente sofferente, ma stupenda. Non era specificato di dove era, non c’erano vincoli paesaggistici, di religione, politici o geografici. Foto di questo genere, sul social network in questione, sono sempre oggetto di decine di commenti tipo “ma che bella!!! Ma sembra proprio la mia!!! Ma che tenera!!!! Ma guarda che espressione!!! Mio mao!!! Cucci cucci”, ma nessuno prende mai posizione e dice: “La voglio io, come si fa?”. Così l’ho scritto io, ma in maniera cauta. Prima ho chiesto se era adottabile in Toscana, tanto per restringere il campo d’azione, e quando chi di dovere ha resplicato: “Certo, in tutto il Centro Italia e quindi anche in Toscana. Si organizza una staffetta e la mandiamo dove serve”, sono partito lancia in resta e ho detto: “Bene, la voglio. Come si fa?”. Panico!!!!! La signora che aveva messo l’annuncio (ancora una donna: verrebbe da pensare male….) mi ha mandato una mail in privato e…. oh meraviglia, faceva parte del medesimo gattile marchigiano del caso precedente!!!!!!! Io ho fatto buon viso a cattivo gioco, ma sono cominciate le obiezioni… “Sa, è una gatta abituata a stare da sola, la teneva una signora che è morta e i nipoti se ne sono liberati. Lei ha altri gatti?”. Non potevo negare e ho confessato la mia colpa. “Ma poi vede, è diffidente, ha tanti problemi, sta sempre rintanata. Ha bisogno di essere seguita con tanto affetto…”, e io: “Mia moglie ama più i gatti di me. Ci parla proprio, riesce a far diventare mansueti anche i randagi, che si fanno toccare solo da lei. Casa nostra è il regno dei felini, entrano ed escono a proprio piacimento. Se c’è bisogno di tenerla in una stanza dove lasciarla da sola, faremo anche quello”. E l’altra: “Ma non è neanche vaccinata, magari è positiva a Fiv e Felv”. E io, che avevo capito la musica, ho azzardato: “Nel dubbio, vaccino tutti i miei gatti, così non corrono rischi. E lei la coccoliamo e la accudiamo come si merita”. Onestamente era un bluff, ma se avesse detto di sì avrei fatto esattamente così. Ma ovviamente, la risposta è stata no: “Voi siete delle brave persone, si capisce da come scrive. Però guardi, i problemi che ha la gatta sono davvero tanti, ci sarà tanto da lavorare e chissà se recupererà mai la sua tranquillità. Quasi quasi la teniamo qui e cerchiamo di aiutarla noi”. Ma pensa…… E se ne accorgono così, in pochi giorni, e soprattutto solo quando trovano una persona disposta a prendere davvero la micia invece di imbrattare la bacheca con complimenti insulsi e inutili???? Un po’ bizzarro, direi….. A pensare male, verrebbe da dire che in realtà la volontà di affidare i tanti soggetti pubblicati su internet non c’è…. Almeno, questa è la mia impressione, ma tanti indizi fanno una prova…

Comunque, alla fine uno degli allevamenti della zona che avevamo contattato ci ha chiamati perché ha intenzione di chiudere e regala tutti i gattoni che ha. Ci siamo precipitati per prendere una femmina, siamo tornati a casa anche con un gigante maschio che mi sono rifiutato di lasciare lì per le troppe feste e fusa che ci ha fatto. Sono ridotti male, lui aveva due denti marci e un’infezione in bocca, è già passato dal veterinario che ha provveduto all'estrazione e a metterlo sotto antibiotici. E pensare che è un ex campione da esposizione… Lei è invece arrivata già bellissima ma denutrita e spelacchiata. Viste le intenzioni, l’allevatrice li ha tutti sterilizzati e un po’ abbandonati a se stessi. Bisogna lavorarci, ma il sogno è coronato. Alla faccia di tutte le altre patetiche donnette che lanciano appelli solo per mettersi in vetrina, ma poi non vogliono davvero regalare i felini e lo dicono o a voce o con i troppi, assurdi vincoli che impongono. Un giro sulla rete per leggere qualcuno di questi annunci è una cosa che vale la pena affrontare. Almeno per farsi un paio di risate sapendo nella maggior parte dei casi qual è la verità che ci sta dietro!!!!! Parere personale, eh….

16:28 Scritto da: qui_shannara in Di tutto un po', La mia vita | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

12/05/2011

Il terzo posto di Barcellona

Mi sono un po’ assentato da queste pagine perché sono stato a Barcellona. Nello scorso fine settimana c’erano le Final 4 di Euroleague (le finali a 4 della Champions’ League del basket) e la Mens Sana Siena era nel poker delle migliori, a giocarsela per il titolo continentale. C’era anche abbastanza fiducia nelle possibilità di entrare almeno nella finalissima, invece la corsa si è interrotta in semifinale, con il Panathinaikos Atene, che poi ha alzato la Coppa 2 giorni dopo. Una sconfitta, quella senese, difficile da digerire, per ombre sull’arbitraggio e per una serie di errori al tiro che potrebbero entrare di diritto nella galleria dei “Questo lo segnavo anch’io”. La spedizione si è conclusa con il terzo posto, al termine di una finalina di consolazione totalmente dominata con il Real Madrid. Ma l’impressione di aver buttato via un’occasione d’oro è fortissima e per un po’ ho vagato sotto choc, incapace di buttare giù il rospo. Poi il ritorno al lavoro è stato traumatizzante, con molti arretrati da smaltire per far tornare in pari la situazione. Ecco spiegata la mia assenza. Hai visto mai, magari qualcuno si era anche preoccupato….

12:18 Scritto da: qui_shannara in Mens Sana Basket | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

27/04/2011

Provo a far pace con Terry

Si dice spesso "Se non puoi combatterlo, fattelo amico" ed è questa la strada che proverò a seguire con Terry Brooks-uomo. Sfruttando il mio lavoro, sto per tentare una manovra che potrebbe far recuperare qualche posizione allo sprofondato uomo di cartone, oppure lo farà definitivamente precipitare negli abissi dei quali ha già percorso diversi livelli in discesa. Un progetto ha bisogno dei suoi tempi, io credo di arrivare a compimento intorno a giugno. Ma visto il tipo con cui andrò ad avere a che fare, mettersi in moto con un certo anticipo è sempre la scelta più consigliata.
Per prima cosa ho contattato il tizio che cura la pagina ufficiale di Brooks, quello con cui ho avuto a ridire a distanza nei giorni del dopo-disastro di Lucca (il resconto è qui). Ci siamo scambiati un paio di mail, poi qualche minuto fa mi ha scritto "We'll see if we can make this happen" (vediamo se riusciamo a tramutarlo in realtà). L'ho voluto eternare sotto la verde luna del Re Jerle, e lo faro a ogni tappa successiva della vicenda. E' molto delirante ciò che sto scrivendo, ma sarà come i romanzi a puntate che tanto erano amati nell'Inghilterra dell'Ottocento: chi avrà la pazienza di seguire ogni passo, al termine del giro capirà tutto. Anche queste righe confuse e che hanno senso solo per me. Poi ognuno potrà trarre le conclusioni che preferisce. Io, sinceramente, ho solo una gran voglia di "fare pace" con l'immagine del mio scrittore preferito, che lui stesso ha infangato in un brutto pomeriggio con un qualcosa che magari può essere stato frutto solo delle circostanze, di una organizzazione superficiale e quant'altro. Siamo alla prova del 9: non resta che incrociare le dita.

19:08 Scritto da: qui_shannara in Tutto Shannara | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

20/04/2011

L'universo di Shannara torna sugli scaffali

Malgrado il disastro di Lucca di fine ottobre, ampiamente riportato e narrato su questo spazio virtuale, non mi faccia avere la benché minima stima di Terry Brooks uomo, e malgrado ciò che quella terribile spedizione per vedere un uomo di cartone mi ha fatto decidere in tema di acquisto delle sue opere (ribadisco il mio grido: non ingrassiamo il conto in banca di certa gente, viva le biblioteche che svolgono un lavoro stupendo con il servizio prestiti!!!), l’uscita di un nuovo libro del padre dell’universo di Shannara non può passare inosservata sotto la verde luna tanto cara a Re Jerle. Anche perché, scindendo l’uomo dall’autore, è innegabile che siamo al cospetto del più grande scrittore fantasy vivente e uno dei più grandi della storia (anche se Tolkien, ovviamente, resta inarrivabile).
Da oggi sugli scaffali fa bella mostra di sé (ho controllato personalmente e non nego di aver avuto un tuffo al cuore e la tentazione di portarlo a casa…) L’ultimo cavaliere, che apre una nuova fase nelle narrazioni del ciclo di Shannara. Non sto a dilungarmi troppo su trama e tematiche, anche perché il mio lavoro mi insegna che per la pubblicità si viene pagati oppure la si fa a chi ne ha bisogno e se la merita. Due caratteristiche che il nostro omettino non possiede. Un accenno l’ho già fatto 
qui a suo tempo, credo che basti e avanzi. Resta solo da notare come, per l'ennesima volta, la traduzione del titolo in italiano abbia ben poco a che fare con quello originale: ci sarebbe da chiedersi su che piste viaggia la mente di chi "battezza" i volumi... Mi fermo qua. Era mio dovere non far passare sotto silenzio quello che è a tutti gli effetti un evento. Mi ritengo soddisfatto così.